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	<description>e le promesse da diporto</description>
	<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 09:48:08 +0000</pubDate>
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		<title>L&#8217;UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI..</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 09:48:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ho visto Elzéard Bouffier per l’ultima volta nel giugno del 1945. Aveva ottantasette anni. Avevo ripreso la strada del deserto ma adesso, nonostante la rovina in cui la guerra aveva lasciato il paese, c’era una corriera che faceva servizio tra la valle della Durance e la montagna. Misi sul conto di quel mezzo di trasporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ho visto Elzéard Bouffier per l’ultima volta nel giugno del 1945. Aveva ottantasette anni. Avevo ripreso la strada del deserto ma adesso, nonostante la rovina in cui la guerra aveva lasciato il paese, c’era una corriera che faceva servizio tra la valle della Durance e la montagna. Misi sul conto di quel mezzo di trasporto relativamente rapido il fatto che non riconoscessi più i luoghi delle mie prime passeggiate. Mi parve anche che l’itinerario mi facesse passare in posti nuovi. Ebbi bisogno del nome di un villaggio per concludere che invece mi trovavo proprio in quella zona un tempo in rovina e desolata. La corriera mi portò a Vergons. Nel 1913 quella frazione di una dozzina di case contava tre abitanti. Erano dei selvaggi, si odiavano, vivevano di caccia con le trappole; più o meno erano nello stato fisico e morale degli uomini preistorici. Le ortiche divoravano attorno a loro le case abbandonate. La loro condizione era senza speranza. Non avevano altro da fare che attendere la morte: situazione che non dispone alla virtù. Ora tutto era cambiato. L’aria stessa. Invece delle bufere secche e brutali che mi avevano accolto un tempo, soffiava una brezza docile carica di odori. Un rumore simile a quello dell’acqua veniva dalla cima delle montagne: era il vento nella foresta. Infine, cosa più sorprendente, udii il vero rumore dell’acqua scrosciante in una vasca. Vidi che avevano costruito una fontana; l’acqua vi era abbondante e, ciò che soprattutto mi commosse, vidi che vicino ad essa avevano piantato un tiglio di forse quattro anni, già rigoglioso, simbolo incontestabile di una resurrezione. In generale Vergons portava i segni di un lavoro per la cui impresa era necessaria la speranza. La speranza era dunque tornata. Avevano sgomberato le rovine, abbattuto i muri crollati e ricostruito cinque case. La frazione contava ormai diciotto abitanti, tra cui quattro giovani famiglie. Le case nuove, intonacate di fresco, erano circondate da orti in cui crescevano, mescolati ma allineati, verdure e fiori, cavoli e rose, porri e bocche di leone, sedani e anemoni. Era ormai un posto dove si aveva voglia di abitare. Da lì proseguii a piedi. La guerra da cui eravamo appena usciti non aveva consentito il rifiorire completo della vita, ma Lazzaro era ormai uscito dalla tomba. Sulle pendici più basse della montagna, vedevo i campicelli di orzo e segale in erba; in fondo alle strette vallate, qualche prateria verdeggiava. Sono bastati gli otto anni che ci separano da quell’epoca perché tutta la zona risplenda di salute e felicità. Dove nel 1913 avevo visto solo rovine sorgono ora fattorie pulite, ben intonacate, che denotano una vita lieta e comoda. Le vecchie fonti, alimentate dalle piogge e le nevi che la foresta ritiene, hanno ripreso a scorrere. Le acque sono state canalizzate. A lato di ogni fattoria, in mezzo a boschetti di aceri, le vasche delle fontane lasciano debordare l’acqua su tappeti di menta. I villaggi si sono ricostruiti a poco a poco. Una popolazione venuta dalle pianure, dove la terra costa cara, si è stabilita qui, portando gioventù, movimento, spirito d’avventura. S’incontrano per le strade uomini e donne ben nutriti, ragazzi e ragazze che sanno ridere e hanno ripreso il gusto per le feste campestri. Se si conta la vecchia popolazione, irriconoscibile da quando vive nell’armonia, e i nuovi venuti, più di diecimila persone devono la loro felicità a Elzéard Bouffier. Quando penso che un uomo solo, ridotto alle proprie semplici risorse fisiche e morali, è bastato a far uscire dal deserto quel paese di Canaan, trovo che, malgrado tutto, la condizione umana sia ammirevole. Ma, se metto in conto quanto c’è voluto i costanza nella grandezza d’animo e d’accanimento nella generosità per ottenere questo risultato, l’anima mi si riempie d’un enorme rispetto per quel vecchio contadino senza cultura che ha saputo portare a buon fine un’opera degna di Dio. Elzéard Bouffier è morto serenamente nel 1947, all’ospizio di Banon. </strong></p>
<p><strong>Jean Giono L’uomo che piantava gli alberi</strong></p>
<p><strong></strong></p>
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		<title>la grande diga..</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 23:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ho un\&#8217;immagine che mi accompagna in tutto questo tempo..una diga..la nostra diga..mi vedo appeso..si è aperta una crepa e perde acqua..e bisogna tapparla in qualche modo..sono lassù a bloccarla con una mano..si apre un \&#8217;altra crepa..ora mano sinistra..vedo
Annarita al mio fianco..appesa con una forza incredibile e tappa anche
lei, e piuttosto bene..anche Viola, piccola e fragile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho un\&#8217;immagine che mi accompagna in tutto questo tempo..<br />una diga..la nostra diga..<br />mi vedo appeso..si è aperta una crepa e perde acqua..e bisogna tapparla in qualche modo..<br />sono lassù a bloccarla con una mano..si apre un \&#8217;altra crepa..ora mano sinistra..<br />vedo<br />
Annarita al mio fianco..appesa con una forza incredibile e tappa anche<br />
lei, e piuttosto bene..anche Viola, piccola e fragile, ma<br />
determinata..Graziano me lo vedo anche lui, sorridente e ignaro, ma<br />
prezioso..e Luvi, il grande valoroso titanico e immenso Luvi..che di<br />
fatto sorregge tutto..<br />poi mamma Rosa e mamma Annetta..altro che<br />
vecchie..sono lì toste e \&#8217;ncapunite che non demordono e sanno davvero<br />
cme riparare le crepe..lo fanno da sempre..<br />Questo è un muro che non può crollare..<br />papà Luigi e papà Vito soffiano da sotto..per non farci cadere..<br />poi<br />
i fratelli, le sorelle, e rispettivi amori, i nipoti..bellissimi e<br />
perfetti..tutti appesi..senza indugi..e guardo ancora intorno..Paolo e<br />
la sua gente..Alex..<br />gli amici..i ragazzi della comunità..forti più<br />
che mai..l\&#8217;ambarabà&#8230;qualcuno addirittura con l\&#8217;attrezzatura di<br />
alpinista..diavoli, hanno mille risorse..i bimbi..i ragazzi..sono<br />
tanti..tutti lì<br />dio mio.. pensavo che la diga fosse solo mia, della<br />
nostra famiglia..che fosse piccola, invece è enorme, grandissima..su<br />
quella diga ci siamo appesi tutti..ognuno con le proprie storie, le<br />
proprie crepe..<br />i bimbi del reparto..le madri e i padri..i medici..<br />quel<br />
muro non può crollare..non ora..almeno fino a quando non si è sicuri<br />
che gli argini reggeranno e guideranno le acque nel mare della<br />
serenità..della salvezza..<br />ma ora no..quel muro resterà lì..perchè ognuno di noi deve riparare le proprie crepe..<br />chi cederà anticiperà il crollo..gli argini non saranno pronti..e tutti andremo alla deriva..<br />invece è necessario resistere fino al giusto tempo..fino alla salvezza di tutti..comunque insieme..</p>
<p>grazie di tutto</p>
<p>con amore..</p>
<p>per Viola, Luvi, Graziano,<br />per Annarita e Roberto,</p>
<p>roberto</p>
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		<title></title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 09:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[ ascolta SUDIARI LIVE 
GRAZIE A:
Grazia Manni e A.N.F.A.A (Associazione Nazionale Famiglie Affidatarie e Adottive Lecce) Luigi Russo e tutti gli amici del Centro Educativo Ambarabà Carmiano, Prof. Antonio Scandone, Paola Scalpello.
Un ringraziamento particolare è rivolto a Simone, AnnaRita, Annamaria, Daniele, Alessandro, Matteo, Marco, Anthony, Marianna, Gabriele, Stefano per il magico momento teatrale ispirato a &#8220;L&#8217;uomo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3> ascolta <a href="http://www.facebook.com/pages/VIOLLE/37124732809?v=box_3&amp;viewas=1626364644" target="_blank">SUDIARI LIVE</a> </h3>
<p>GRAZIE A:<br />
Grazia Manni e A.N.F.A.A (Associazione Nazionale Famiglie Affidatarie e Adottive Lecce) Luigi Russo e tutti gli amici del Centro Educativo Ambarabà Carmiano, Prof. Antonio Scandone, Paola Scalpello.<br />
Un ringraziamento particolare è rivolto a Simone, AnnaRita, Annamaria, Daniele, Alessandro, Matteo, Marco, Anthony, Marianna, Gabriele, Stefano per il magico momento teatrale ispirato a &#8220;L&#8217;uomo che piantava gli alberi&#8221; di Jean Giono, per la preziosa collaborazione, per la pacificazione che Sudiari ha tentato di realizzare.</p>
<p> </p>
<p>&#8220;Quando penso che un uomo solo, ridotto alle proprie semplici risorse fisiche e morali, è bastato a far uscire dal deserto quel paese di Canaan, trovo che, malgrado tutto, la condizione umana sia ammirevole. Ma, se metto in conto quanto c´è voluto di costanza nella grandezza d´animo e d´accanimento nella generosità per ottenere questo risultato, l´anima mi si riempie d´un enorme rispetto per quel vecchio contadino senza cultura che ha saputo portare a buon fine un´opera degna di Dio.&#8221;<br />
Da &#8220;L´uomo che piantava gli alberi&#8221; di Jean Giono</p>
]]></content:encoded>
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		<title></title>
		<link>http://www.violle.it/blog/?p=36</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 09:13:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[sudiari..
 
 
Mi colse di sorpresa la novità della guerriglia partigiana, del modo di procedere: 
imboscate, assalti, spietate aggressioni, pugnalate alla schiena e tradimenti senza scrupoli. 
Pregavo e ricorrevo sovente al mio “ABITINO”, ma il coraggio che pur mi veniva durava poco.
Di fatto gli episodi tragici si verificavano sistematicamente. 
Si sparava e si moriva, si combatteva e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: center;"><em>sudiari..</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Mi colse di sorpresa la novità della guerriglia partigiana, del modo di procedere: </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>i</em><em>mboscate, assalti, spietate aggressioni, pugnalate alla schiena e tradimenti senza scrupoli. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Pregavo e ricorrevo sovente al mio “ABITINO”, ma il coraggio che pur mi veniva durava poco.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Di fatto gli episodi tragici si verificavano sistematicamente. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Si sparava e si moriva, si combatteva e si uccideva atrocemente, senza tregua. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>La nonna mi consegnò un “ABITINO”, un collare di stoffa pieno di magliette e immaginine della Madonna e dei Santi. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>“Tienilo sempre con te”, mi raccomandò severa, “ricorri fiducioso alla sua protezione, è il TOCCASANA DELL’ANIMA E DEL CORPO, abbi fede e và tranquillo”, completò. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Mantenni la promessa e, devo dirlo, la protezione e l’aiuto non mi fù mai negato poiché di pericoli dovevo affrontarne tanti ed il ricorrervi mi fù più che prezioso. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><span style="mso-spacerun: yes;"><em> </em></span></h5>
<h5 class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>All’alba del 17 aprile ‘43, sabato delle Palme, formammo una pattuglia di ventuno militari, carabinieri e G.A.F.; dovevamo fare il solito prelevamento. Gli agguati e le aggressioni erano sempre possibili. </em></h5>
<h5 class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Anche qua gli attacchi erano sempre prevedibili. Ormai non si contavano più. Si sparava sempre all’impazzata; gli ospedali ospitavano solo feriti di guerra. I cimiteri accoglievano le spoglie mortali di giovani vite uccise barbaramente. Dominava l’orrore e il terrore.</em></h5>
<h5 class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Appena imboccata la curva a gomito del tortuoso sentiero, e a circa cinquecento metri dalla caserma, mentre si procedeva spensierati, ignari, canticchiando gaiamente, lungi da ogni minimo sospetto, in pochi attimi ci ritrovammo addosso un immenso fuoco concentrico, nel fragore di simultanei scoppi di più armi micidiali, in una nuvola di fiamme e fumo. </em></h5>
<h5 class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Un vero e proprio inferno. </em></h5>
<h5 class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Istintivamente cercammo di reagire, ma invano. Ci ritrovammo crivellati di colpi. Diciassette i morti. I quattro superstiti feriti e sgomenti. </em></h5>
<h5 class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Io il meno grave.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span></em></h5>
<h5 class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Mi ritrovai con una gamba fratturata, contusioni multiple. </em></h5>
<h5 class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Fui proiettato in un burrone, rotolando fra cespugli e rocce, quasi flagellato, ma col mio “abitino” stretto fortemente al cuore. </em></h5>
<h5 class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Era un incubo? Un<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>brutto sogno? </em></h5>
<h5 class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>No invece, era un’amara realtà. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Giunsero i primi soccorsi, fui tirato faticosamente fuori da quel groviglio di rami, spine e pietrame. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Trascorrevano così i lunghi giorni, quasi interminabili. Tutto quel tempo, quasi un lungo sogno…</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Rivivevo le gioie e le bellezze di un tempo vissute spensieratamente. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Fantasticavo in un piacevole dormiveglia. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Sognavo ad occhi aperti, gustando i ricordi senza voglia di pensare ad altro. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Non avevo altra premura, non avevo fretta. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>L’Italia ha chiesto l’armistizio… comunicò la radio l’8 settembre. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Nessuno si meravigliò.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Nessuna istruzione sul come comportarci. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Noi considerati nemici, scomodi e ingombranti da tutti.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Ci rimaneva solo il tentativo di salvare la vita. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Ormai la dignità di uomini, di soldati e di italiani era compromessa.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Eravamo allo sbando, alla deriva. Non osavamo muoverci. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>NOI ANNULLATI, CALPESTATI E DERISI</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Fui privato di tutto, persino del mio ABITINO. Mi rimase però ben impresso nel cuore, nel toglierlo, (chissà per che cosa fu scambiato) mi fù consentito di baciarlo lungamente. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>E’ come se lo avessi meglio incorporato a me in eterno. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Eravamo allo sbandamento.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Eravamo una moltitudine di straccioni, segnati dalle tante paure, fatiche, e umiliazioni. Ridotti allo sbaraglio dall’avversa sorte. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Ma con un unico anelito di speranza, unico bagliore sprizzante negli occhi, quello di tornare in famiglia, abbracciare i propri cari. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Eravamo stanchissimi, la pelle arsa dal cocente sole di quel settembre, i piedi sanguinanti, ma decisissimi a proseguire a costo di morire per strada. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Superammo il fronte senza saperlo. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Un ennesimo miracolo ci faceva ritrovare in zona libera. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Respiravamo a pieni polmoni aria di libertà e di terra natia. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Ora sfilavano le nostre campagne con i bei vigneti, uliveti.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Il cuore batteva forte più del solito per l’emozione e per la commozione</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em>Lo spettacolo che quell’alba offriva all’orizzonte di quella nostra terra tanto anelata, era splendido. </em></h5>
<h5 class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><em>Fra qualche minuto solo saremmo stati a casa abbracciati ai nostri cari, la “TERRA PROMESSA”. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 120%; text-align: right;"><em>Luigi Simmini, classe 1922</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Uomini e donne.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Semplici, veri, con il cuore colmo di generosità, </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>con un pazza voglia di aggrapparsi alla vita.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Uomini e donne coraggiosi che hanno dovuto difendersi da tutto e da tutti,</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Una generazione di eroi, di martiri, loro malgrado, </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Una generazione, poi, di padri. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>I nostri padri fortunati scampati alla morte, </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>i nostri padri che hanno ricominciato, ricostruito.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>I nostri padri che non hanno dimenticato</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>I nostri padri che hanno amato intensamente la propria terra, i propri simili, che si sono aggrappati alla propria storia, alla fede, alle tradizioni dei padri e delle madri, </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>come un piccolo “abito” cucito addosso, pelle indossata che poi si è fusa con il corpo.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>I nostri padri, tenaci e pazienti, poeti cantori della vita, memorie del mondo.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Una generazione, poi, di figli.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Eredi inconsapevoli, quasi casuali, di una storia straordinaria, unica e irripetibile.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Figli che spesso dimenticano, che alzano le braccia al cielo in segno di resa prima ancora di aver tentato una lotta. Figli distratti, ma incolpevoli, semplicemente impauriti dalle nuove sfide, increduli, disorientati. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Figli che devono ricordare e non smarrirsi.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em>Una nuova generazione di padri e madri, quindi, con le braccia alzate al cielo non per arrendersi, ma per invocare forza e meritare, un giorno, onore dai propri figli.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%; text-align: justify;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>Saremo madri e</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>Puttane dei cesti</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>Con la saliva che</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>Ovatta le meningi</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>E la seta rinchiusa</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>Nel dirsi addio;</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>saremo padri e</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>infanticidi con</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>i saluti di pietra</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>nelle tasche dei</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>sementi bucati;</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>saremo figli </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>e abitanti sterili</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>del paese delle viti…</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>vino di aria…</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>bere.. e .. dividere</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 233.9pt;"><em>in parti diseguali.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>A sud di uno scoglio di mosto,</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>le rive dei vignaioli maggioritari</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>costeggiano i tralci dei grappoli morti di sole;</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>un urlo di femmina sforbicia</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>il canestro degli sguardi pelosi</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>di un cumulo di lombrichi</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>ed i trattori s’inzaccherano di fango</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>con tini di uva e melma che s’affiorano</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>dalle sponde dei carrelli di ferro carminio.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>“Avremo vino anche l’anno prossimo”</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>disse il fattore sfrecciando con </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>la sua croma blu tra i grembiuli della terra</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>e tra i piedi degli uomini con chili di lacrime</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>sulla spalla destra.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>“Avremo vino anche l’anno prossimo”</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>gridammo insieme noi, ciechi soldati</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>dei grappoli di mare,armata nera di salariati di cacio</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>appesi ad uno scirocco sfatto di polvere e merit da cento.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em> </em><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>“Avremo vino anche l’anno prossimo” annuimmo in coro;</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>e a S.Martino solleveremo gli occhi sulle bottiglie acerbe e piangeremo dei nostri inutili assassini, dei persecutori della pace finta, dei pochi soldi tenuti nelle tasche.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>Ma avremo ancora vino e, fintanto berremo, l’aria sembrerà diversa.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><em>Il Territorio</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em>Terra di terra, zona di radici e luogo di ritorni.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em>Questo era il territorio.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em>Intorno non c’era un paesaggio ricco di bellezza;</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><em>nessun particolare attraeva lo sguardo che arrivava senza alcun ostacolo dritto all’orizzonte; era, più che in senso, piatto il territorio.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em>L’unico stupore che lo riguardava era quello che avrebbe provato chi si fosse trovato ad ascoltare qualcuno che ne parlava.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em>D’altra parte, come per ogni argomento apparentemente insignificante, trovare qualcosa da dire sul territorio, non era uno sforzo da poco.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em>Proprio per questo bello sarebbe stato, ad esempio, cogliere un significato nascosto, scoprire un dettaglio trascurato che avrebbe potuto dare al territorio un nuovo aspetto.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em>S’intende, la trasformazione non sarebbe avvenuta fisicamente: la si sarebbe vista negli occhi della gente, di quella che tornava, magari.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em>Sì, perché di partenze dal territorio ce n’erano state tante<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>e ancora ce ne sarebbero state; ma in fondo era un luogo di ritorni.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em>Una era la strada di partenza, tante, invece, quelle dei ritorni.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em>Era un capolinea di avventure da li cominciate ma altrove vissute, un risveglio da sogni sognati in altri sonni, un solido muro sul quale le proprie conquiste si frantumavano con rabbia.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em>E comunque rimaneva un luogo di ritorni.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em>E radici probabilmente.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em>Infatti, come per un albero, per quanto il tronco si innalzi al cielo, per quanto numerose possano essere le direzioni prese dai rami, per quanto bello possa sembrare coi suoi fiori, foglie e frutti, sono sempre le radici la chiave, perché sono a contatto con ciò che è più importante ma inesorabili aggirano e attraversano non viste ostacoli ostinati, si nutrono dell’essenziale ma danno potenza e bellezza, così per chi si stupiva e si chiedeva : “Perché parlarne?”, il territorio, il territorio diventa bello di semplicità e con qualche significato in più.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em>Come ogni altro luogo del resto: ogni posto diventa il ritorno per qualcuno, non più vuoto di ricordi.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em>Nota. Per una coincidenza, piuttosto che scrivere queste righe, avrei potuto<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>descrivere e commentare lo stemma di Salice, che raffigura, per quanto ne so, l’unico albero i cui rami tendono verso le proprie radici.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;"><em></em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em>ll Territorio era sempre stato una zona di passaggio. </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em>Perfino chi ci nasceva, per circostanza, si riduceva ad aspettare</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em>la partenza che sarebbe senz&#8217;altro avvenuta di lì a poco.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em>Ma non era così proprio per tutti. I vecchi, per esempio, loro rimanevano;</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em>forse erano partiti e addirittura tornati: erano stanchi. (Già qui c&#8217;era qualcosa di strano: non si capiva </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em>se rimanessero perchè stanchi o fossero stanchi perchè rimanevano).</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em>Alcuni erano partiti da giovani ed erano addirittura tornati da vecchi;</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em>altri erano sempre stati lì, vecchi; gli uni e gli altri, comunque dicevano di essere stanchi.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em>Ora, nel Territorio, la stanchezza era una condizione particolare, rispettata e desiderata, </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em>insomma non era da tutti. I giovani, infatti, non potevano permettersi il lusso di essere stanchi:</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em>loro dovevano partire.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em> </em><em> </em><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em>Il Territorio era una zona inospitale: venti forti spazzavano costantemente quella zona grottesca:</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em>radici di ogni tipo affioravano da acque stagnanti.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em>Erano radici particolari perchè erano solo radici: non c&#8217;era niente che partiva da loro verso l&#8217;alto;</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em>insomma erano radici senza tronchi, quindi senza frutti,</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><em>qualunque fossero gli alberi che avrebbero dovuto esserci, non c&#8217;erano.</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;"><em> </em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"><em>Sandro Rizzo, classe 1968, marzo 2002</em></h5>
<h5 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 120%;"> </h5>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title></title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 00:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[SUDIARI
1 _ il nuovo sole
(è il brano di apertura con il testo di scandone, mi sembra bello cominciare con quest&#8217;immagine..scandone conclude con la primavera che permette alla natura di offrire doni)
2 _ il collare dei segni
(è l&#8217;inizio del diario di mio padre, mi piace l&#8217;idea di riferirmi all&#8217;abitino regalatogli dalla nonna, un collare di stoffa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;"><strong>SUDIARI</strong></span></h2>
<h3>1 _ il nuovo sole</h3>
<h4>(è il brano di apertura con il testo di scandone, mi sembra bello cominciare con quest&#8217;immagine..scandone conclude con la primavera che permette alla natura di offrire doni)</h4>
<h3>2 _ il collare dei segni</h3>
<h4>(è l&#8217;inizio del diario di mio padre, mi piace l&#8217;idea di riferirmi all&#8217;abitino regalatogli dalla nonna, un collare di stoffa con le icone)</h4>
<h3>3 _ le fiamme e il fumo</h3>
<h4>(è l&#8217;agguato)</h4>
<h3>4 _ quasi un lungo sogno</h3>
<h4>(è il momento della salvezza, la convalescenza, la mente che si appresta a rivivere e aiutare il corpo)</h4>
<h3>5 _ scomodi e derisi</h3>
<h4>(è lo sbandamento)</h4>
<h3>6 _ l’alba all’orizzonte</h3>
<h4>(il ritorno a casa, questi straccioni che decidono di ritornare..sembra una contraddizione, ma un&#8217;alba all&#8217;orizzonte è l&#8217;inizio dopo una fine)</h4>
<h3>7 _ un ennesimo miracolo</h3>
<h4>superarono il fronte senza saperlo&#8230;)</h4>
<h3>8 _ eredi inconsapevoli</h3>
<h4>(donne e uomini)</h4>
<h3>9 _ a sud di uno scoglio</h3>
<h4>(avremo ancora vino&#8230;)</h4>
<h3>10 _ il territorio</h3>
<h4>(è sandro&#8230;)</h4>
<h3>11 _ solo radici</h3>
<h4>(she is a bigger life)    (mi piace l&#8217;idea che il brano con lo pseudoinglese di tonia possa sottolineare la 2° parte di sandro..gli appunti..durissimo e comunque delicato nel chiarire il territorio..solo radici, quindi..senza tronchi..frutti..)</h4>
<h3>12 _  il tempo per piantare</h3>
<h4>(è l&#8217;ultimo brano..dove tonia distribuisce la terra e i messaggi..è anche un riferimento al qohelet, che i ragazzi dell&#8217;ambarabà hanno recitato quella sera..è un riferimento inoltre anche a &#8220;l&#8217;uomo che piantava gli alberi&#8221; che ha ispirato simone per tutta la performance..insomma le radici possono ricominciare&#8230;)</h4>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title></title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 08:12:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[SIMONE FRANCO e il tempo per piantare



L&#8217;incontro con Simone è stato casuale. Ci è stato presentato da Luigi dell&#8217;Ambarabà, e d&#8217;un tratto i significati che con SUDIARI volevamo accogliere e approfondire si sono estesi e completati. Ha preso in mano i bellissimi ragazzi dell&#8217;Ambarabà, e si lasciato guidare dalle loro suggestioni, euforie, paure.
A lui e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><em>SIMONE FRANCO e il tempo per piantare<br />
</em></h2>
<p><a href="http://www.violle.it/blog/wp-content/uploads/2008/08/dsc_7183.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-33" title="dsc_7183" src="http://www.violle.it/blog/wp-content/uploads/2008/08/dsc_7183-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a></p>
<p><a href="http://www.violle.it/blog/wp-content/uploads/2008/08/tn_dsc_7183.jpg"><span id="more-32"></span></a></p>
<h4>L&#8217;incontro con Simone è stato casuale. Ci è stato presentato da Luigi dell&#8217;Ambarabà, e d&#8217;un tratto i significati che con SUDIARI volevamo accogliere e approfondire si sono estesi e completati. Ha preso in mano i bellissimi ragazzi dell&#8217;Ambarabà, e si lasciato guidare dalle loro suggestioni, euforie, paure.</h4>
<h4>A lui e ai ragazzi abbiamo affidato la pacificazione che Sudiari persegue. Il 21 giugno è successo questo. Con lui si è colto il momento per comprendere che : è tempo per piantare</h4>
<h4>Poi Simone ha letto per e con noi, in diverse sere..a Torcito, a Melpignano alla notte bianca..e chissà..</h4>
<h4>grazie simone..bravissimo attore, paziente e generoso amico..</h4>
<h4><a href="http://www.musicaos.it/diario/mulino.htm">http://www.musicaos.it/diario/mulino.htm</a></h4>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title></title>
		<link>http://www.violle.it/blog/?p=29</link>
		<comments>http://www.violle.it/blog/?p=29#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 00:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.violle.it/blog/?p=29</guid>
		<description><![CDATA[torcito, 29 giugno 2008

il concerto alla Masseria Torcito a Solidaria, fiera delle economie solidali, grazie a Marcello.
le foto&#8230;
http://www.bysam.it/territorio/salentosottolestelle/Torcito_salentonegroamaro08_violle/index.html
 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>torcito, 29 giugno 2008</h2>
<h2><a href="http://www.violle.it/blog/wp-content/uploads/2008/07/torcito.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-30" title="torcito" src="http://www.violle.it/blog/wp-content/uploads/2008/07/torcito-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></h2>
<h3>il concerto alla Masseria Torcito a <a href="http://www.solidariasud.org" target="_blank">Solidaria</a>, fiera delle economie solidali, grazie a Marcello.</h3>
<h3>le foto&#8230;</h3>
<h4><a class="aligncenter" href="http://www.bysam.it/territorio/salentosottolestelle/Torcito_salentonegroamaro08_violle/index.html" target="_blank">http://www.bysam.it/territorio/salentosottolestelle/Torcito_salentonegroamaro08_violle/index.html</a></h4>
<h3><a class="aligncenter" href="http://www.bysam.it/territorio/salentosottolestelle/Torcito_salentonegroamaro08_violle/index.html" target="_blank"> </a></h3>
]]></content:encoded>
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		<title>a breve l&#8217;audio-video-libro</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 14:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[SUDIARI E&#8217; ORA UN CD LIVE..
In modo assolutamente autoprodotto, autopromosso le atmosfere create sono state documentate attraverso un CD-DVD-LIBRO che racconta un concerto che  organizzato in un villino di campagna, sede del Centro Educativo Diurno &#8220;Ambarabà&#8221; di Carmiano che si occupa di ragazzi con difficoltà.
In quell&#8217;occasione è stato presentato SUDIARI, che racconta il tentativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong><em>SUDIARI E&#8217; ORA UN CD LIVE..</em></strong></h2>
<h3>In modo assolutamente autoprodotto, autopromosso le atmosfere create sono state documentate attraverso un <strong>CD-DVD-LIBRO</strong> che racconta un concerto che  organizzato in un villino di campagna, sede del Centro Educativo Diurno &#8220;Ambarabà&#8221; di Carmiano che si occupa di ragazzi con difficoltà.</h3>
<h3>In quell&#8217;occasione è stato presentato SUDIARI, che racconta il tentativo di una generazione di pacificarsi con se stessa, con la propria storia, con la propria terra.</h3>
<h3>Ed è proprio allora che abbiamo affidato la PACIFICAZIONE ai ragazzi, proprio coloro che stranamente sono di fatto &#8220;senza terra&#8221;, o quantomeno<br />
protesi alla sua forsennata ricerca.</h3>
<h3>I ragazzi hanno suggellato SUDIARI con uno spettacolo coordinato da un bravissimo attore salentino, SIMONE FRANCO, che ha tirato fuori con amore e pazienza le emozioni più belle, le più semplici e quindi le più potenti possibili..</h3>
<h3>Spesso i VIOLLE sono onorati della partecipazione di <a title="andrea sabatino" href="http://www.andreasabatino.com" target="_blank"><strong>ANDREA SABATINO</strong></a> con la sua tromba, artista vero, jazzista raffinatissimo, figlio di questa terra, voce delicatissima ma anche imponente di un sud che si nutre di Bellezza.</h3>
<h3>Quel momento è stato documentato, certo con mezzi poveri, ma  sufficientemente fedeli alle intenzioni, rendono l&#8217;idea, quindi, e sarà divulgato.</h3>
<p><span id="more-28"></span></p>
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		<title>SUDIARI</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 09:49:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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SUDIARI è un progetto di narrazione musicale a cura di VIOLLE, una formazione nuova ma con un solido bagaglio di esperienze e di presenza nel panorama salentino degli ultimi anni.
“Sudiari” è il diario di un sud molto poco narrato, ma reale, affaticato e stanco, ma attento e deciso a risollevarsi, intanto scavandosi dentro, alla ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.violle.it/blog/wp-content/uploads/2008/07/festapopoli.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5" title="festapopoli" src="http://www.violle.it/blog/wp-content/uploads/2008/07/festapopoli-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><br />
</a></p>
<p><a href="http://www.violle.it/blog/wp-content/uploads/2008/07/live.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-27" title="live" src="http://www.violle.it/blog/wp-content/uploads/2008/07/live-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p><span id="more-22"></span><strong>SUDIARI</strong> è un progetto di narrazione musicale a cura di VIOLLE, una formazione nuova ma con un solido bagaglio di esperienze e di presenza nel panorama salentino degli ultimi anni.<br />
<strong>“Sudiari”</strong> è il diario di un sud molto poco narrato, ma reale, affaticato e stanco, ma attento e deciso a risollevarsi, intanto scavandosi dentro, alla ricerca di una identificazione esistenziale, di una pacificazione con un territorio spesso duro e incapace di riuscire a trattenere a sé i propri figli.<br />
Le narrazioni sono tratte da un libro <strong>“DIARI DI GUERRA”, di Luigi Simmini e Antonio Scandone</strong>, due salentini che raccontano le rocambolesche vicende vissute durante la seconda guerra mondiale, fino ai ritorni a casa fortemente voluti e desiderati.</p>
<p><em></em></p>
<p><strong>testi: </strong><br />
-<span style="text-decoration: underline;">Luigi Simmini</span> e <span style="text-decoration: underline;">Giuseppe Scandone</span> dal libro “Diari di guerra, Salice Salentino nella Resistenza”, 2007<br />
-<span style="text-decoration: underline;">Roberto Simmini</span> – “sudiari”, 2007<br />
-<span style="text-decoration: underline;">Andrea D’Agostino</span> – “a sud di uno scoglio”, 2005<br />
-<span style="text-decoration: underline;">Sandro Rizzo</span> – “Il territorio”, 2002</p>
<p>musiche a cura di <span style="text-decoration: underline;"><strong>violle</strong></span>:<br />
<span style="text-decoration: underline;">mauro ingrosso</span> (chitarra elettro-acustica),</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">roberto simmini</span> (chitarra elettrica),</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">dino potì</span> (chitarra elettrica),</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">andrea d’agostino</span> (basso),</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">paola scalpello</span> (tastiere),<br />
<span style="text-decoration: underline;">antonio ingrosso</span> (batteria),</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">tonia de vincentis</span> (voci).</p>
<p>voci narranti:<br />
<span style="text-decoration: underline;">guido imperio</span>, <span style="text-decoration: underline;">roberto simmini</span>, <span style="text-decoration: underline;">andrea d’agostino</span>, <span style="text-decoration: underline;">marisa rizzo</span>, <span style="text-decoration: underline;">sonia scalinci</span><br />
presentazione a cura di: prof. antonio scandone<br />
video: <span style="text-decoration: underline;">franco livera</span><br />
ospiti speciali:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">andrea sabatino</span> – www.andreasabatino.com<br />
<span style="text-decoration: underline;">simone franco</span> e i ragazzi dell’Ambarabà</p>
<p><!--more--></p>
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		<title>DIARI DI GUERRA</title>
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		<comments>http://www.violle.it/blog/?p=19#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 09:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[I DIARI]]></category>

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		<description><![CDATA[
“DIARI DI GUERRA” è un libro pubblicato a cura dell’Istituto Comprensivo Statale di Salice Salentino (LE), in particolare dagli alunni della scuola media “Dante Alighieri” e sostenuta dal Comune di Salice Salentino e dalla Provincia di Lecce, che raccoglie i diari di guerra scritti da due cittadini di Salice, Luigi Simmini e Giuseppe Scandone.
Questa  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.violle.it/blog/wp-content/uploads/2008/07/sudiari7_10.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-14" title="sudiari7_10" src="http://www.violle.it/blog/wp-content/uploads/2008/07/sudiari7_10-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-19"></span><strong>“DIARI DI GUERRA”</strong> è un libro pubblicato a cura dell’Istituto Comprensivo Statale di Salice Salentino (LE), in particolare dagli alunni della scuola media “Dante Alighieri” e sostenuta dal Comune di Salice Salentino e dalla Provincia di Lecce, che raccoglie i diari di guerra scritti da due cittadini di Salice, Luigi Simmini e Giuseppe Scandone.<br />
Questa  iniziativa permette anzitutto di accedere alla conoscenza di vicende storiche che in qualche modo hanno avuto poche e sfuggenti  possibilità di essere divulgate e approfondite.<br />
Si tratta di offrire un punto di vista in qualche modo inedito di come la nostra gente, i nostri padri hanno vissuto e subito le tristi e inquietanti situazioni verificatosi 60 anni fa, durante la Seconda Guerra Mondiale.<br />
Le vicende dei protagonisti rivelano tutta l’assurdità delle situazioni che moltissimi nostri connazionali hanno dovuto subire. Ma i diari allo stesso tempo narrano i ritorni a casa, fortemente desiderati, rocamboleschi ma riusciti.<br />
In questo percorso si è reso necessario soffermarsi quindi anche su noi stessi, figli di quei padri, delle loro partenze e dei loro ritorni, per non dimenticare e acquisire una nuova consapevolezza, un nuovo rapporto con il nostro territorio e la nostra gente.<br />
Da questa constatazione nasce l’esigenza di esprimere meglio in qualche modo il tentativo di ricercare una “pacificazione” con la propria realtà.</p>
<p>Il libro  “DIARI DI GUERRA – Salice Salentino nella Resistenza” è stato curato dal   Prof. Mario Proto, docente di Storia delle dottrine politiche e Sociologia generale nell’Università del Salento.<br />
E’ stato pubblicato da LARES EDIZIONI, all’interno di “Percorsi”, collana editoriale di attualità e ricerche.</p>
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